La riscossa dei Bianchi e Rossi
Il nostro racconto ha inizio nel mese di febbraio 2010, quando la mia amica Danila mi chiama dicendo che c’e’ un lavoro per la charity; nei pressi di Saluzzo, paesino nella Provincia Cuneese, in una cascina sono detenuti dei cani in pessime condizioni.
Dopo un paio di telefonate riusciamo a parlare con la signora Silvia, la quale ci spiega a grandi linee la situazione; il proprietario di questi cani e’ un signore di circa ottanta anni vive da solo in questa casa di sua prorieta’ in aperta campagna non lontano dalla cittadina di Lagnasco, (riferendoci al proprietario useremo un nome di fantasia per motivi di privacy).
Silvia ci dice che per poter vedere i cani, che tra le altre cose questo signore regala, e’ opportuno recarsi sul posto con una persona che conosca il signor Rossi, altrimenti si rischia di non poter entrare.
Gentilmente Silvia si offre di accompagnarci perche’ lei e’ gia’ stata li’ a prendere altri cani nei mesi scorsi.
Organizziamo la visita un giovedi pomeriggio di fine febbraio, appena vicini alla cascina sentiamo un gran abbaiare ma all’aperto non vediamo cani...
Con il permesso del proprietario possiamo entrare; appena all’interno del cortile gia’ ci facciamo una chiara idea della situazione.
Una montagna di immondizia e rottami di vecchie attrezzature agricole, fango mischiato ad escrementi ovunque.
Proseguiamo la nostra visita chiaccherando con il signor Rossi per avere ulteriori informazioni sui cani in suo possesso.
Egli e’ visibilmente zoppicante, si sorregge con l’aiuto di un bastone, e’ molto trasandato, magro, con abiti molto sporchi; ci mostra l’interno della casa dove non c’e’ ne’ acqua, luce e servizi igienici, il tavolo della cucina e’ stracolmo di bottiglioni di vino, cartocci di latte, pane secco e ammuffito, pezzi di affettati, immondizia, ecc.
La puzza e’ fortissima, ad un tratto da sotto un mobiletto spuntano tre musetti, sono tre cani di piccola taglia non piu’ giovanissimi; due maschi di colore bianco e nero e una femmina di color marrone.
A prima vista non sembrano denutriti, ma sono molto spaventati e hanno zecche e pulci.
Chiediamo di vedere gli altri cani che tiene rinchiusi nella vecchia stalla ventiquattro ore su ventiquattro al buio, ci accompagna e appena aperta la porta della stalla ci si presenta davanti una realta’ veramente drammatica.
Ci sono all’incirca una ventina di cani di varia eta’ cuccioli e adulti che vivono su un pavimento ricoperto di escrementi, una puzza indescrivibile che ti fa venire il vomito, questo abbaiare continuo, i cani sono spaventati ma non aggressivie, anzi si nascondono sotto due rottami di automobile e dietro una serie di attrezzature agricole.
Entriamo..., il pavimento e’ talmente scivoloso che si fa fatica a restare in piedi, i cani incuriositi un po’ si avvicinano ma non si fanno assolutamente toccare.
Sono tutti cani che derivano da una sorta di incrocio “Breton”, di colore bianchi e rossi; il signor Rossi lasciando insieme maschi e femmine ha fatto in modo che si accoppiassero fra loro, quasi tutti presentano difficolta’ alle zampe posteriori, forse dovuto alla mancanza di sole, luce e di una buona alimentazione.
Abbiamo cercato di domandare al sig Rossi come mai tale situazione di degrado ma egli risponde che i cani stanno benissimo, sono sanissimi e lui li ama tutti.
L’unico cibo per questi cani e’ pane secco e latte, non c’e’ acqua fresca.
Osservando con piu’ attenzione ci accorgiamo che all’interno di una delle macchine rottamate spuntano due testoline, sono due cucciolotti di circa sette mesi di eta’ che lo stesso sig. Rossi ha fatto nascere e tenuti rinchiusi per tutta la loro vita in quel rottame; costretti a vivere nei loro escrementi senza aver mai visto la luce del sole.
Sempre all’interno della stalla ci viene incontro una cagnetta non piu’ giovanissima con una lesione all’occhio.
Ma le sorprese, purtroppo, non finiscono li’; a poca distanza sempre all’interno della stalla sono rinchiusi in una gabbia dalle dimensioni veramente minime tre cani.
Ci mostra ancora altri due cani, alloggiati fuori in un piccolissimo recinto con due cucce ricavate da due bidoni di plastica, presentano evidenti problemi al pelo e sono ricoperti di pulci e zecche.
La domanda ci sorge spontanea ci saranno altri animali sparsi nella cascina???
Ebbene si’, in uno stanzino legati ad un filo e sistemati sotto due cassette di plastica della frutta ci sono due galletti di taglia piccola, non possono muoversi, non possono allungare le zampine e sono avvolti dai propri escrementi, chiediamo spiegazioni e lui tranquillamente ci spiega che sono li’ da circa quattro mesi, li tiene legati e separati altrimenti scappano e si beccano; a nulla servono i nostri sforzi per spiegare che non possono vivere in quella condizione, poi siamo costretti a desistere di
fronte alla sua decisione di mantenerli cosi’.
Dietro la cucina si trova un ripostiglio e naturalmente un piccolo cane al suo interno, e’ talmente spaventato che non riusciamo a vederlo.
Preso atto della situazione chiediamo se e’ disposto a darci dei cani, lui acconsente; la scelta di chi salvare e’ dolorosa e difficile, nella speranza che presto la situazione si possa integralmente risolvere decidiamo, al momento, di prendere la femmina che si trova nella cucina e i tre cani che sono nella gabbia all’interno della stalla.
Vorremmo anche portare con noi i galletti, ma non ci viene dato il permesso.
Ritornati in tenuta controlliamo immediatamente la situazione di salute dei nuovi ospiti, un bagno a base di antiparassitari, antibiotico per contrastare possibili infezioni; nonostante le pessime condizioni di vita i cani stanno abbastanza bene, sono terrorizzati, ma non mordaci, questo ci fa ben sperare per future adozioni in nuove famiglie.
Il giorno seguente interroghiamo le autorita’ competenti su questa paradossale situazione che oltre tutto sembra nata parecchi anni fa, si abbiamo scritto giusto, anni fa...
Come prima risposta ci viene detto che i fatti sono gia’ a conoscenza delle autorita’ competenti, si sta cercando di trovare una soluzione appropriata sia per i cani che per lo stesso signor Rossi che evidentemente, non solo non e’ in grado di badare a degli animali, ma non e’ in grado di badare neanche a se stesso.
Siamo quasi alla fine del mese di febbraio veniamo rassicurati che presto la situazione verra’ risolta in modo definitivo.
Io sono residente in UK dove ho fondato una charity che si occupa di animali in difficolta’, in Italia la charity collabora con piu’ centri cinofili per cercare risolvere casi di maltrattamento su animali.
Torno in UK, chiedendo a Danila di tenere la situazione sotto controllo.
Passato un mese, siamo a fine marzo, nulla e’ ancora cambiato, il signor Rossi continua a vivere in quella casa con i suoi cani.
L’Ufficio Comunale e l’Usl si giustificano dicendo che la burocrazia ha i suoi tempi e intervenire attraverso un sequestro non e’ cosi’ semplice.
E... il tempo passa....
Inizio aprile mi consulto con Dany e Valentina decidendo cosi’ di tornare a prendere altri cani dal signor Rossi; nel frattempo i tre cani portati via la volta prima hanno gia’ tutti trovato una nuova famiglia di adozione e stanno bene.
Piu’ che mai determinate prendiamo due machine con alcune gabbie per poter trasportare i cani.
Non ci sono sorprese positive all’arrivo in cascina, la situazione e’ invariata.
Il cane che si trovava nel ripostiglio dietro la cucina e’ morto insieme ad altri due, sembrerebbe per il freddo, cosi’ ci e’ stato riferito dallo stesso signor Rossi che li ha sotterrati in giardino.
Abbiamo il permesso di prendere altri cani ne approfittiamo; tiriamo fuori dalla macchina le due cucciolette sono bellissime nonostante abbiano il pelo pieno di escrementi.
La cagnetta con una lesione all’occhio ha bisogno di cure, prendiamo anche lei.
E i galletti? Sono ancora nella stessa situazione di quando li abbiamo lasciati; uno di questi ha la zampina ferita il filo con cui e’ legato gli si e’ conficcato nella carne.
Dobbiamo portare via anche loro, ma a questo punto incontriamo il no deciso del signor Rossi.
Non possiamo arrenderci cosi’; proviamo ad offrirgli del denaro per l’acquisto dei galletti ma non vuole saperne di separarsene.
Telefoniamo cosi’ al Comando dei Vigili Urbani spiegando la situazione, dopo circa un’ora si presenta un Vigile che, notata la sofferenza de quelle bestiole convince il signor Rossi a darci i galletti.
Ripartiamo con il nostro piccolo carico di anime e con un grande dolore nel cuore per quelli che ancora dobbiamo lasciare li’.
Prima che la situazione si risolva completamente passeranno ancora circa una ventina di giorni, quando finalmente giunge dal Sindaco una lettera in cui si autorizza il sequestro di tutti i cani del signor Rossi che verranno affidati ad una struttura idonea convenzionata con il Comune stesso.
Rimarra’ a vita il ricordo di quel giovedi pomeriggio di fine aprile in cui ci siamo recate a recuperare tutti i cani, e’ stato un duro lavoro e ci siamo veramente imbrattati di fango ed escrementi, ma la soddisfazione per aver liberato tutti quegli amici e’ indescrivibile.
All’ultimo cane recuperato, una femminuccia di circa un anno bellissima, che abbiamo chiamato Peggy, dal profondo del cuore un “HURRA’” di tutte noi e’ esploso per salutare finalmente quella stalla ormai vuota.
Tutti i cani recuperati sono stati curati, microchippati, le femmine sono state sterilizzate.
“Lady”, cosi’ e’ stata chiamata la femmina con la lesione all’occhio e’ stata visitata da un veterinario esperto in questo tipo di patologia, purtroppo ha perso per sempre la possibilita’ di recuperare la vista dall’occhio sinistro, nonostante questo e’ vivacissima e dolcissima.
Tutti questi amici sono in cerca di una nuova famiglia che li adotti, sono tutti buonissimi, amano stare con le persone e con i bambini.
Possiamo finalmente mettere la parola fine a questa tormentata storia, sappiamo, ahime’, che non e’ un caso isolato; in un paese come l’Italia che si ritiene una delle nazioni piu’ sviluppate al mondo, simili situazioni di degrado dovrebbero essere prontamente arginate e risolte dalle autorita’ competenti che invece si nascondono dietro falsi moralismi e comodi “non lo sapevo”.
Lo sviluppo di un paese lo si nota, non solo dalla corsa agli armamenti, ma soprattutto dalla tutela che ha per gli esseri piu’ deboli fra cui anche gli animali.
Last Updated (Saturday, 08 January 2011 08:27)





